VAL VIBRATA COLLEGE LICEO SCIENTIFICO "G. D'ANNUNZIO"

Istituto Paritario ad ampliamento Aeronautico, Giuridico - Economico e Biotecnologico

In un giorno ordinario, di ordinario o straordinario ritorno alla vita, mi rendo conto che nulla è riproponibile come qualche mese fa. Tante cose sono mutate e tali cambiamenti hanno provocato in tutti noi, un profondo disorientamento.

Vi sono però semplici azioni che per la straordinaria volontà di chi le compie, confermano quanto l’uomo abbia bisogno di punti fermi, intrisi di coraggio per crescere, andare avanti e credere nel futuro.

Tali punti fermi si mescolano al passato, alla conoscenza, alla verità, alle radici per permetterci di aprire gli occhi e credere fermamente in ciò che stiamo costruendo.

Il Direttore Generale dell'Ufficio Scolastico Regionale per L’Emilia Romagna, Stefano Versari, qualche giorno fa ha scritto una missiva agli studenti della sua regione che "hanno fatto scuola ma non a scuola", perché costretti a casa per contrastare l'epidemia del Covid-19.

Una dedica delicata, profonda, che ha commosso diversi genitori e che guarda ai nostri giovani non con occhi pigri e rassegnati, di chi vede in questa generazione una armata di futuri adulti incapaci e svogliati ma di chi ha saputo catturare la profondità delle loro anime.

Facendo riferimento ad un saggio del 2007 (The Black Swan ) di Nassim Nicholas Taleb, Versari si interroga su chi sia ad oggi il “cigno nero”. Nell’opera l’espressione “cigno nero” viene usata per indicare un evento imprevedibile che cambia le convinzioni precedenti. Così accadde quando si scoprirono, in Australia, i cigni neri che stravolsero gli studi fino ad allora effettuati su tali esemplari. Taleb, in una recente intervista, ha negato che l’arrivo del coronavirus possa essere considerato un “cigno nero” perché se il virus in sé era imprevedibile, l’evento “pandemia” era prevedibile, in un mondo globalizzato e interconnesso come il nostro.

 

Possiamo quindi affermare che tutti i cigni sono bianchi? Fino a prova contraria! Possiamo affermarlo, fino a quando non troviamo almeno un cigno nero. Seneca asseriva, che “ciò che non conosciamo è più importante per la conoscenza di ciò che conosciamo.”

Chi è, allora, il “cigno nero” di questo tempo? Per Versari i cigni neri sono i nostri figli che nel silenzio delle loro giornate, chiusi tra le quattro mura di casa, costretti da un virus sconosciuto all’isolamento fisico e psicologico, spaventati o sfrontati chattano, cantano, studiano, discutono con noi genitori, con i fratelli o tra loro ma non perdono di vista i loro obbiettivi. Non sono gli sconsiderati cigni bianchi della movida, degli assembramenti alla stregua di baccanali per festeggiare una vittoria della loro squadra del cuore, quelli che postano sui social frasi del tipo “fino a che il covid non ucciderà una persona della mia età io continuerò ad uscire e non mi fermo!”.

I cigni neri esistono e sono sempre esistiti, li abbiamo avuti davanti agli occhi da sempre e foss’anche per uno solo di essi, abbiamo il dovere di essere adulti coscienziosi. Essi erano a l’Aquila e mentre dormivano dopo una giornata di studio, vennero sepolti dalle macerie della casa dello studente. Il terremoto imprevedibile, stroncò le loro giovani vite e i loro sogni. Ricorda Versari che nel 1966 dopo l’alluvione a Firenze, migliaia di giovani si riversarono nelle strade sommerse dal fango. Tantissimi ragazzi, considerati contestatori, disimpegnati e fannulloni, dall’Italia e dal resto del mondo, si riversarono in quella città martoriata e iniziarono a scavare a mani nude, per recuperare libri e opere d’arte di inestimabile valore.

Il Liceo Aeronautico di Corropoli è una delle poche realtà che costudisce tanti “cigni neri” e che in questo ultimo periodo hanno dato una straordinaria dimostrazione di saper guardare il mondo con positività e costruttività.

Curiosi, forti, educati eccoli i “cigni neri” del liceo che assieme al Presidente, la Dirigente e i docenti tutti e le loro famiglie, hanno attraversato la “selva della quarantena”, dimostrando di essere fieri e responsabili anche in un momento così complesso.

Le mie sono parole vere e non filosofeggianti perché questi ragazzi, questi cigni neri, li ho conosciuti e ho visto i loro occhi attenti. Le loro orecchie tese ad ascoltare i racconti di giornalisti inviati di guerra, scampati alla morte per un soffio solo in nome dell’informazione. Avrebbero potuto non seguire le nostre lezioni, ignorare questa opportunità, tanto non avrebbe inciso sulla pagella! Invece sono stati loro a chiamare me, Roberto e i nostri colleghi a raccolta e invitarci a continuare il corso di giornalismo nonostante le oggettive difficoltà.

E’ troppo riduttivo pensare che i giovani siano sempre pronti a lavarsene le mani! E’ troppo comodo pensare che non hanno voglia di fare nulla e trascorrono il tempo solo a bivaccare! E’ troppo comodo! Perché è scomodo aiutare una scuola in difficoltà che porta con orgoglio i loro giovani a prepararsi brillantemente al futuro!

Il Liceo aeronautico di Corropoli è da considerarsi una eccellenza a livello nazionale, è un fiore all’occhiello del nostro territorio da tutelare e custodire eppure i grandi risultati ottenuti in questi anni passano in secondo piano! Perché??? I suoi programmi formativi che annualmente vengono implementati di nuove e interessanti proposte, uniti ad un Presidente, una Dirigente e un corpo docente con spiccate competenze umane e didattiche, permette di affiancare gli studenti in un percorso di crescita personale e intellettiva che non ha eguali. Ecco che, in un momento dove l’incertezza la fa da padrona, i giovani studenti del V anno del liceo aeronautico hanno trovato, nella loro scuola, quella sicurezza e stabilità che li ha portati ad avere la giusta concentrazione per svolgere brillantemente l’esame di maturità. In otto su una classe di quindici hanno ottenuto 100/100imi!!!, due di loro con lode. Tre studenti hanno superato le preselezioni per l’ingresso in Accademia.

Questi risultati non sono frutto di circostanze o di un Ministro dell’Istruzione che ha deciso di promuovere tutti ma di impegno, abnegazione, rispetto per sé stessi e per il proprio lavoro, tutti principi che la scuola trasmette con amorevole attenzione ad ogni singolo studente.

Il cigno nero e quello bianco appena nati sono uguali: il loro colore cambierà con il tempo.

Perché un “cucciolo di uomo” possa trasformarsi in un cigno nero invece ha bisogno di essere seguito, guidato e affiancato e oltre la famiglia solo una scuola presente e attenta può completare questa trasformazione…ed è qui nella nostra Val Vibrata, è il “NOSTRO” liceo aeronautico.

“Aristotele ... contraddicendo il senso comune, spiega che lo schiavo è colui che non ha legami, non ha un suo posto, che si può utilizzare dappertutto e in modi diversi. L’uomo libero invece è colui che ha molti legami e molti obblighi verso gli altri, verso la città e verso il luogo in cui vive ”.

Oggi, siamo tutti uomini liberi e pertanto in grado di tessere legami per costruire una fitta rete che aiuti i nostri giovani a conservare la loro straordinaria essenza e unicità!

Aspirate ragazzi ad essere cigni neri! Vantatevene e fatevi conoscere! Solo così potrete ricordare a noi adulti, “imbiancati” dalle ipocrisie della vita, che tutti possiamo tornare ad essere coraggiosi “cigni neri”.

 

Ultima modifica 30 giugno 2020 da MATTEO DE ALBENTIIS

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